giovedì 5 novembre 2009

Riassunto "La porta spalancata"

Una quindicenne riceve in casa un uomo di nome Nuttel, che era venuto a visitare sua zia.
La ragazzina ne approfitta per liberare la sua fervida immaginazione.
La ragazza racconta a Nuttel della morte dei suoi tre zii e di un cagnolino usciti per la caccia tre anni prima dalla porta finestra spalancata sul cortile.
La zia entra e spiega a Nuttel, che stà aspettando il ritorno del marito e dei fratelli dalla caccia.
Lo zio i fratelli e il cagnolino tornano dalla caccia terrorizzando Nuttel che fugge.
Lo zio si meraviglia della fuga dello sconosciuto mentre la bambina per spiegarlo si inventa una nuova bugia sulla paura di Nuttel dei cani.

La casa della morte

Faceva un freddo terribile.
Avevo il naso e le orecchie gelide, ghiacciate!
Di tanto in tanto mi riattorciliavo la sciarpa intorno al collo.
Non c'era un alito di vento in quella notte di luna piena che dava alla notte un'aria sinistra e piena di mistero.
Arrivammo dopo poco all'entrata della grotta.
Se non ci fosse stata la finestrella in centro alla porta, la sua massiccia struttura in ferro battuto non ci avrebbe permesso di sbirciare all'interno.
Mentre io spiavo l'interno cupo e nero, Nadia, illuminava la grotta alla ricerca del nostro amato barboncino.
A un certo punto Nadia mi disse di guardare verso una strana struttura che lei stava illuminando con la torcia elettrica.
Era una sfera di acciaio alta circa due metri posta su di un piedistallo di rame con una piccola serratura.
Ai piedi della porta c'era uno stretto passaggio, sembrava scavato da un cane...!
Pur di trovare Teddy, mi sarei intrufolata in quell'antro oscuro e sinistro!
Così incoraggiai Nadia e dopo qualche istante ci trovammo dentro alla grotta.
Teddy però non c'era...
Trovai sopra al piedistallo della sfera una chiave che infilai nella serratura.
Una luce accecante illuminò la grotta e dopo qualche secondo ci trovammo in una di quelle ville tipiche dei film horror.
Teddy piangeva sotto una poltrona verde scuro.
Lo presi in braccio e lui amorevolmente mi leccò il viso.
Nonostante avessimo trovato Teddy, eravamo infelici perchè volevamo tornare a casa.
Mettendo le mani in tasca, Nadia trovò la chiave.
Secondo me dovevamo trovare un'altra scultura: ma dov'era?
Salimmo le scale con il cuore in gola; ci fù un grido!
Mi sentii morire.
Mi sentivo morire da quando avevo infilato la chiave nella serratura!
Arrivammo sul tetto; eccola!
La scultura era una piramide di pietra; sul piedistallo era incisa questa frase:"uscita dalla casa della morte".
Infilammo la chiave nella serratura, la stessa luce rientrò nella piramide...
Mi trovai nel mio letto con Teddy in braccio e Nadia a fianco.
ERO A CASA!

Invento il finale della storia "La porta spalancata"

"Dev'essere stato per il cane: mi ha detto" aggiunse la ragazzina che certo non mancava di fantasia "che una volta è stato braccato in un cimitero da una muta di cani inferociti ed ha dovuto passare la notte in una tomba appena scavata. Così appena ha visto il nostro cagnolino..."
Intanto il povero Nuttel che aveva già comprato casa, tremava nel suo letto sperando che i fantasmi non invadessero la sua stupenda villetta a schiera e lo portassero con loro ad annegare nelle paludi.
La bambina e i suoi zii cenarono tranquillamente e andarono a letto.
Il giorno dopo Nuttel andò a fare le condoglianze alla zia ma vedendo i tre in carne ed ossa strabuzzò gli occhi e chiese chi fossero costoro.
La zia rispose che erano suo marito e i suoi due fratelli.
Nuttel non riusciva a crederci e fece chiamare la ragazza che spiegò perchè aveva raccontato quell'enorme bugia... e sapete perchè? Doveva provare la sua parte per la recita di Halloween che doveva essere il più realistica possibile quindi non avrebbe dovuto dirlo!
Susanna non fu sgridata e la recita di Halloween fu un successone grazie a lei.

E' arrivato l'autunno

Siamo ormai in autunno.
Mercoledì 23 settembre è stato l'equinozio d'autunno.
Mi accorgo che la stagione si sta trasformando:le giornate sono più corte e fredde, il cielo è sempre più grigio e nebbioso,l'aria è umida.
Il sole è tiepido e non scalda più come in estate.
Gli alberi e i loro rami sembrano rinsecchiti e le foglie si posano stanche sul terreno.
Noi indossiamo abiti sempre più pesanti,a malincuore riponiamo le ciabatte ed i costumi negli armadi.
Alcune persone, effettivamente scontente,portano ancora le magliette leggere e potrebbero prendersi l'influenza.
Le rondini sono partite lasciando il posto al pettirosso, che felice si prepara il nido.
Mio nonno ha racolto l'uva e ben presto toccherà alle olive.
Mentre io posso gustare delle belle mele rosse e delle arance dal vivo colore del sole.
Quando cammino vicino a mia nonna intenta a trainare la carrozzina osservo le foglie pronte a lasciare l'albero.
Alcune sono già cadute sui marciapiedi, la gente, calpestandole, fa sprigionare il tipico odore dell'autunno.
Anche se l'autunno, non è la mia stagione preferita, l'ammiro perchè è piena di colore e di fascino.
La mia stagione preferita invece è l'inverno perchè arriva Santa Lucia e c'è la neve...

Il primo giorno di scuola in quarta

Già da una settimana attendevo l'inizio della scuola.
Quel giorno, Lunedì 14 Settembre, mi svegliai da sola.
Ero euforica, pensavo a tante cose: Come sarà la nuova maestra? E la classe? Riuscirò a ricordarmi di tutto? Avrò voglia di studiare?
Entrai in bagno, mi lavai e mi vestii, poi andai a fare colazione. Mi misi le scarpe, scesi le scale e salii in auto dove mi aspettavano mamma e papà.
Quella mattina il cielo era grigio, gonfio di nuvole e pioveva a dirotto.
Quando arrivai un' estensione di ombrelli colorati si apriva davanti a me.
Mamma e papà mi accompagnarono alla fila della mia classe, poi si unirono ai genitori che sostenevano gli ombrelli per noi mentre i bambini ricordavano con un po' di nostalgia le vacanze.
Io ripensavo alla nera sabbia delle Canarie e al blù dell'oceano infinito.
Suonò la campanella, salutammo i genitori e seguimmo le maestre che si dirigevano in classe.
Lì parlammo dei colori delle vacanze e di come le avevamo passate.
Quest'anno dovrò impegnarmi al massimo per studiare e scrivere.
Spero che quest'anno sia bello e gioioso e passi con serenità.

Un'onda di ricordi - I colori dell'estate

Con i miei genitori sono andata alle Canarie.
Ci sono andata nel mese di Giugno. Siamo partiti con l'aereo; siamo stati seduti a mezz'aria per quattro interminabili ore. Quando siamo arrivati il cielo era nuvoloso e soffiava il vento.
Qualche giorno dopo sostavo su una spiaggetta di sabbia nera e facevo il bagno nell'oceano blù.